Bellezza senza frontiere: Diana Kozinska

Nata in Ucraina e cresciuta lontano dal mondo della moda, il primo contratto con un’agenzia lituana ha portato Diana Kozinska su un percorso inatteso: dopo le prime esperienze all’estero, è riuscita ad approdare a Milano, città dove ora vive stabilmente e in cui nonostante una laurea in giurisprudenza, ha costruito una carriera solida come modella per brand nazionali e internazionali, trasformando un sogno lontano in realtà.

Buongiorno Diana, fra le molte capitali della moda nel mondo, come mai hai scelto proprio Milano come città in cui vivere e lavorare? Qual è stato il tuo primo impatto con la città?
Mi è stato offerto il primo contratto a Milano nel 2021. Al tempo avevo 17 anni e ho accettato con entusiasmo perché Milano era da sempre il mio sogno. Sono arrivata d’estate, quando ancora si viveva sotto alla minaccia del Coronavirus: non c’era quasi nessuno per strada e si poteva davvero godere della bellezza e dell’estetica di questa città. All’inizio Milano mi sembrava caotica e confusa, ma poi me ne sono innamorata. Ad essere sincera, non avevo mai pensato di vivere a Milano in modo permanente: mi piaceva venire qui per due mesi per lavorare e godermi una vita tranquilla, ma poi ho sempre voluto tornare dalla mia famiglia in Ucraina. Tuttavia, un giorno tutto è cambiato: nel febbraio 2022 sono venuta a Milano per la Settimana della Moda, come al solito, ma non sono potuta tornare a casa perché era scoppiata la guerra. È per questo che sono rimasta qui così a lungo. È stato difficile accettare una nuova realtà e un nuovo posto in cui vivere, ma è così che Milano è diventata la mia seconda casa.

In che modo Milano ha influenzato la tua carriera da modella? Ti senti cambiata come professionista da quando sei qui? 
Milano è diventata il luogo in cui ho costruito la mia carriera. Non tutto ha funzionato al primo tentativo, ma con il tempo le cose sono andate sempre meglio. Ho iniziato a vedere il mondo della moda da una prospettiva diversa: è un lavoro difficile che richiede resistenza, motivazione e una grande forza d’animo. Questo lavoro mi ha preparato a tutto. Quando inizi, spesso non parli bene l’inglese, il che rende la comunicazione molto più difficile; non sai bene dove sei finita e, ingenuamente, credi che tutto sarà facile e immediato, ma a causa dell’enorme concorrenza, non sempre ottieni ciò che desideri. Ai casting sentiamo dire “no” molte volte e, dopo aver aspettato in fila per tre ore, inizi a chiederti se è davvero questo il mestiere per te. Ma quando fai questo lavoro da un po’, inizi a capire cosa fare, come farlo bene e cosa vuoi esattamente dalla tua agenzia. Nonostante tutto, Milano mi ha mostrato che si può vivere tranquillamente, che non c’è bisogno di correre da nessuna parte e che ci si può semplicemente godere la vita.

Quali sono le principali differenze che hai notato tra lavorare come modella in Ucraina e farlo qui? E le differenze nella vita quotidiana in Ucraina e qui a Milano? 
Non ho mai lavorato come modella in Ucraina, quindi non posso davvero confrontare le due esperienze. Ma ho avuto la possibilità di lavorare con marchi ucraini in Italia e in Giappone: collaborare con persone del proprio Paese e vedere la loro crescita e creatività riconosciute all’estero è una sensazione davvero speciale. In Italia, tutto sembra essere più calmo e rilassato. Le persone si godono davvero ogni giorno. Adoro il modo in cui gli italiani affrontano la vita, la loro serenità e positività. 

Ci sono alcune abitudini italiane che hai adottato e che ormai fanno parte della tua routine? E, di contro, quali aspetti della cultura ucraina cerchi di mantenere vivi anche qui? 
La maggior parte di questi piccoli momenti sono legati al cibo:non bevevo mai il caffè, ma ora non riesco a immaginare la mia mattinata senza. Anche se sono lontana da casa, porto sempre nel cuore la nostra cultura e alcune tradizioni. A volte io e i miei amici ci riuniamo per cucinare piatti ucraini o festeggiare le nostre festività. E torno sempre in Ucraina per Natale: è una delle festività più importanti per la mia famiglia e la festeggiamo sempre tutti insieme.

Da modella e professionista, come percepisci lo stile e la moda italiana rispetto a quello ucraino? 
L’Italia mi ha insegnato molto sullo stile e sulla moda. Col lavoro che faccio devo sempre prestare attenzione al mio aspetto, perché lo stile personale influenza il modo in cui i potenziali clienti ti percepiscono. Quello che amo dell’Italia è che puoi esprimere veramente la tua creatività attraverso ciò che indossi: nessuno ti giudicherà per essere diverso. Ma ultimamente ammiro molto anche il modo di vestire delle persone in Ucraina, soprattutto nelle grandi città. Basta camminare per strada per vedere persone incredibilmente eleganti, a volte sembrano appena scese da una passerella. Adoro anche il modo in cui gli stilisti ucraini stanno incorporando elementi culturali tradizionali nella moda moderna: il risultato è assolutamente stupendo.

Una sfilata o un servizio fotografico a Milano che ti ha lasciato un ricordo speciale?
Il risultato più importante della mia carriera fino ad ora è stato sfilare per Dolce & Gabbana. È successo all’inizio del mio percorso e non riuscivo a credere che un marchio così famoso avesse scelto me, una ragazza agli esordi, per partecipare alla loro sfilata. Capivo quanto fosse grande la responsabilità, perché un’opportunità del genere può cambiare completamente le sorti della tua carriera.  Nel backstage ero molto nervosa: passi mezza giornata a prepararti, con truccatori, parrucchieri e manicure che ti sistemano, parli con lo stilista e vieni vestita dagli esperti di moda. Fino all’ultimo momento, non sembra vero. E poi, proprio prima di salire in passerella, tutta l’ansia scompare. Esci, non vedi nessuno, sei completamente immersa nell’energia e nell’emozione del momento.

Quanto pesa la competitività a Milano e come la vivi? 
Negli ultimi anni, la concorrenza a Milano è cresciuta notevolmente. Sono state aperte molte nuove piccole agenzie e molte nuove ragazze stanno arrivando qui per lavorare. Onestamente, il periodo migliore per fare la modella è stato durante il COVID: non tutti potevano viaggiare in quel periodo, quindi c’era effettivamente più lavoro. Ora tutto è cambiato. Per un solo lavoro potresti dover competere con un centinaio o addirittura trecento altre modelle. Tuttavia, se vivi a Milano e hai già una tua rete di clienti, le cose diventano molto più facili. Il periodo più difficile è durante la Settimana della Moda: arrivano migliaia di modelle da tutto il mondo. Non puoi fare nulla per la concorrenza, perché è una componente naturale di questo settore. Ma è importante capire che, alla fine, molto dipende dalla fortuna. Non importa quanto tu sia professionale o esperta, a volte tutto dipende dall’umore del cliente.

Milano sta diventando una città sempre meno inclusiva, pensi che però abbia ancora molto da offrire ai giovani professionisti e talenti? 
È una domanda molto interessante. È vero che negli ultimi anni la scena della moda milanese è stata criticata per essere piuttosto esclusiva, soprattutto in termini di diversità e accessibilità. Tuttavia, continuo a credere che Milano rimanga uno dei centri più importanti per la creatività, l’innovazione e la crescita professionale. Ai giovani talenti, la città offre incredibili opportunità: dagli stage presso le principali case di moda agli eventi di networking, alle settimane della moda e alle piattaforme per designer emergenti. Sebbene l’inclusività abbia ancora molta strada da fare, il mix unico di tradizione, artigianato e visibilità internazionale di Milano la rende un luogo dove i creativi ambiziosi possono davvero imparare e crescere.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali? Ti immagini a lungo termine in Italia o vuoi esplorare anche altre Mecche della moda? 
Al momento mi piace molto lavorare in Italia: qui ho trovato la mia dimensione. Credo che l’Italia offra ancora ottime prospettive sia dal punto di vista lavorativo che personale, dato che ho instaurato rapporti con clienti con cui collaboro di tanto in tanto e ho anche molti altri progetti in cantiere. Sono aperta a nuove esperienze e avventure: mi piacerebbe vedere come funziona il mondo della moda a Londra e ho intenzione di tornare in Giappone nel prossimo futuro. Anche se un giorno decidessi di cambiare professione, avrei molte opzioni davanti a me. Mi sono laureata in giurisprudenza e continuo a seguire vari corsi e ad imparare cose nuove che potrebbero essermi utili in futuro.

Che consiglio daresti a una giovane modella che sogna di lavorare a Milano?
Le direi di essere paziente e di non mollare. Non è una città facile: la concorrenza è spietata e le cose non sempre vanno come vorresti. Ma se ami davvero questo lavoro, continua a impegnarti, cura il tuo aspetto e, soprattutto, rafforza la tua autostima. Non paragonarti agli altri: ogni percorso è diverso. Impara a goderti il viaggio, anche quando è lento. Sii professionale, sii sempre puntuale e porta rispetto a tutti quelli con cui lavori: le persone lo ricordano. E infine, credi in te stessa. A Milano, le opportunità possono arrivare quando meno te lo aspetti: a volte, un solo casting può cambiare tutto.

Agosto 2025 - Autore: Carolina Genna | Edizione: Issue 29 – MR. DENIM

Carolina Genna

About Author /

Carolina Genna, classe '91, giornalista, vicedirettrice e caporedattrice di Genius People Magazine. Triestina di origine, torinese per formazione, è laureata in Discipline della Musica, dell'Arte e dello Spettacolo e ha conseguito un Master in Progettazione di Eventi Turistici e Culturali. Da oltre sei anni attraversa il mondo Genius inseguendo idee, persone e storie che meritano di essere raccontate. Donna, madre, profana: il cinema è stato il suo primo linguaggio, ma le parole restano la sua forma preferita di resistenza.

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