Alex Ferretti: L’importanza di essere un immobiliare

Alex Ferretti è entrato nel mercato della vendita di abitazioni un po’ guidato dalla fortuna, un po’ dal destino. Ma ha capito presto che si trattava della sua vocazione nella vita. Dopo aver scalato la gerarchia del gruppo Tempocasa, oggi ricopre la posizione di Top Manager, concentrandosi sulla formazione, sulla guida e sul potenziamento delle agenzie. Ha contribuito allo sviluppo di nuovi progetti da Londra a Torino, e in regioni come la Liguria e la Sardegna, dove oggi la società conta più di 150 punti vendita. Sempre in cerca di nuove sfide, crede profondamente che il consulente immobiliare, figura cardine nel suo mondo, possa e debba evolversi per diventare un punto di riferimento al quale i clienti guardino non solo per gli acquisti, ma per ogni esigenza per le scelte immobiliari.

La sua vita lavorativa inizia in Tempocasa, ci racconta come è successo?
In realtà il piano era diventare un pilota di aerei! Ho studiato come perito aeronautico e tutto stava andando bene fino alla leva obbligatoria. È stato proprio quel momento a plasmare la mia vita, perché nei cento giorni che ho passato sotto le armi, ho conosciuto quello che oggi è il direttore della formazione di Tempocasa: Massimiliano Cifarelli. È stato lui a raccontarmi per la prima volta il mondo dell’immobiliare. Vedevo che ne parlava con entusiasmo, come un settore in grande espansione con opportunità e guadagni per chi sapeva cavalcare l’onda. Finita la mia esperienza nell’esercito, ho capito che accettando di essere riformato avrei dovuto dire addio ai concorsi all’Accademia. E così è successo. Poi sono entrato in Tempocasa, dove lavoro ancora oggi.

Ricorda i primi passi mossi come consulente immobiliare nell’agenzia di Milano Città Studi?
Ricordo una grande difficoltà, nei primi quattro mesi non riuscivo a chiudere i contratti. Acquisivo però molte case, anche grazie all’aiuto del team. Lavoravo con Alan Pisano, che oggi è mio socio e partner manager; il sabato andavo a mangiare la pizza da loro. È da queste persone che ho imparato il mestiere.

E da lì poi, un punto vendita alla volta, è diventato manager. Riguardando indietro, cosa pensa del suo percorso?
Sono stato premiato due volte “uomo dell’anno” Tempocasa, nel 2010 e nel 2012. Ho lavorato allo sviluppo di grande aree come Londra e il Piemonte, dove adesso il gruppo ha oltre 100 punti vendita. Nel tempo, mi sono anche innamorato della formazione quindi sono sempre rimasto molto legato al mio gruppo. Anche a livello personale. Mi appassiona prendere persone giovanissime, insegnar loro il lavoro, costruirci insieme un percorso che di fatto corre parallelo a quello di vita di molti di noi. Sono in tanti i soci con cui lavoro insieme da 25 anni. 

Oggi assiste a carriere altrettanto vertiginose rispetto alla sua?
Capita. Specialmente con chi si affida davvero per il suo percorso di crescita, arrivando ad aprire anche diversi punti vendita insieme. La carriera “vertiginosa” poi dipende da ognuno di noi, è una questione molto soggettiva. Non si può spingere qualcuno a farla, deve essere qualcosa che parte da dentro.

Come interpreta invece il ruolo di Top manager che ricopre oggi?
Per me è una visione dall’alto focalizzata sulla crescita, sullo sviluppo e il miglioramento costante. Rimanendo in metafora, sto prendendo proprio in questo periodo il brevetto di elicottero (un ritorno alla mia passione di pilota, tra l’altro). “Guardare le cose nella loro interezza aiuta a guidare gli altri, evitando le situazioni che possono essere anticipate. Indirizzare, consigliare, monitorare sono gli elementi cardine del mio ruolo, un po’ come un angelo custode che ti porta sulla strada giusta per raggiungere l’obiettivo.” Poi mi piace lavorare sulle persone, che vengono sempre prima dei soldi. È importante curare questo aspetto, analizzando le loro qualità ma anche i punti deboli che possono renderli meno efficaci sul lavoro. Mi piace creare una bussola valoriale che guidi nel percorso di vita e lavoro.

In che senso?
Lavoriamo sulla scala dei valori, andando a creare una vera e propria bussola valoriale che ti guidi nel percorso vita-lavoro, creando processi, così si possono costruire cose importanti. Il denaro è sempre il risultato di un lavoro fatto bene. 

Quindi la vostra formazione finisce per impattare anche sulla sfera personale dei collaboratori?
In un certo senso, sì. Come detto prima, la forma mentis è quella del miglioramento, che vuol dire giocare su un campo di gioco infinito. In alcuni dei nostri corsi parliamo della gestione delle emozione, time management, del credere in se stessi, la leadership. Poi serve un’educazione per gestire, investire, costruire qualcosa che sia funzionale alla propria esistenza. Senza farsi influenzare dal mondo che ci sta attorno e che spesso ci trasmette degli esempi negativi, fatti di ostentazione e spreco. Fornire uno stimolo propositivo ci premia nel tempo con collaboratori più felici, più solidi, migliori. 

Il mercato immobiliare vive un momento di grande vivacità, come va dal vostro punto di vista?
Sono da sempre convinto che quando ci sono le crisi si lavora bene, perché ti devi applicare, devi essere più minuzioso, maniacale. Io ho una mia fissazione sul lavorare bene e quindi magari non faccio testo, soprattutto ora che stiamo lanciando Exlusive Luxury House che fa sì parte di un mercato che non conosce crisi – quello del lusso – ma che intendiamo come un’esperienza cucita addosso alle esigenze del cliente. Detto ciò, il mercato, quando spinge forte, gratifica e quindi si lavora più sulla quantità che sulla qualità, è inevitabile secondo me.

Ci parli di Exlusive Luxury House.
È stata costituita all’inizio del 2024. Dopo una lunga ricerca, abbiamo stabilito gli uffici – curatissimi – in un elegante palazzo di via della Spiga a Milano. Il 25 agosto abbiamo aperto ufficialmente e stiamo creando tutti i processi lavorativi e lo staff dedicato con le sue policy, grazie a contatti, metodo e conoscenze abbiamo un buon portafoglio immobili e sono partite le prime vendite. Abbiamo molte cose in serbo per i nostri clienti, compresi degli eventi che sveleremo presto. È un progetto impeenativo, sfidante, che mi dà gioia essendo molto ambizioso. Amo la vita del dettaglio, del particolare, attenzionare le esigenze delle persone e prendermene cura. Lavorare nel mercato di fascia alta offre stimoli e l’opportunità di migliorarsi sempre, anche dopo 27 anni di presenza sul mercato.

Com’è la clientela di questo settore luxury?
A Milano il mercato è diventato più internazionale, anche viste le recenti normative. La richiesta è alta e il prodotto manca. Così i prezzi si sono alzati, anche se restano oggettivamente bassi rispetto alle altri capitali europee.

Exlusive Luxury House dove è attiva?
Milano innanzitutto. Ma abbiamo anche partnership con San Moritz e altre località della svizzera grazie a una collaborazione con Manuel Tenca, un grandissimo professionista al quale mi lega una condivisione di valori professionali, e non solo, che ci hanno resi amici oltre che “colleghi”. Insieme a lui e alla sua agenzia facciamo eventi, comunicazione e affari tra Milano e la Svizzera. Abbiamo anche immobili nel resto della Lombardia: ville e castelli importanti. Trattiamo la regione Liguria, la Sardegna e la Costa Azzurra. Siamo in fase di crescita costante. Quando non penso di riuscire a dare un servizio efficiente ed efficace preferisco dire “No” e consigliare una strategia al cliente.

Cosa ne pensa della costante crescita dei prezzi delle abitazioni a Milano?
Milano aveva bisogno di una riqualificazione dei prezzi perché ormai ci troviamo in una città come Londra o Parigi, dove i prezzi sono ancora molto più importanti. In Italia erano ancora troppo bassi, in particolare nella prima cerchia del centro storico. Milano si deve ampliare: quella che oggi può sembrare una lontana periferia, tipo Binasco o Rosate, con la metropolitana diventerà una prima periferia, e, come per altri paesi, ci si andrà a vivere con più comfort e servizi. Questo genera un rialzo generalizzato dei prezzi delle abitazioni. Detto ciò, a guardar bene, la zona dove i prezzi sono cresciuti in maniera esponenziale è essenzialmente molto piccola, ed è quella della prima circonvallazione. Oltre, si parla di cifre importanti ma che non superano quasi mai i 10 mila euro al metro quadro. 

C’è mai stata una casa che ha trattato per lavoro, ma che in realtà era la sua casa dei sogni?
Se c’è stata, ho fatto sicuramente fare un affare ai miei clienti. Quindi non rimpiango niente. Oggi, se vedo un’abitazione che mi piace, la compro. Però non si tratta di andarci ad abitare. Lo si fa per valorizzare, per fare investimenti e creare valore. Mi piace farlo con soci e farlo fare a molti clienti con operazioni win to win. Se l’affare è molto grande, è bello condividere: non ho mai avuto quel senso di possesso che ti fa sentire di aver perso un’occasione per te stesso. Credo che metà mondo sia in vendita, l’altra metà da comprare. C’è solo da farlo con le giuste persone. Che non è poco.

Cosa differenzia l’approccio Exclusive rispetto alla concorrenza?
L’importante è il cliente, la persona: dev’essere seguita sempre e ascoltata in ogni fase. E dev’essere seguita da uno specialista innanzitutto competente, capace e leale. Una persona che dia fiducia e affidabilità. Quello che vale per ogni professionista, che sia uno psicologo, un dentista, un medico o un avvocato, deve valere anche per un professionista immobiliare. Tutti dovrebbero poter far affidamento su una figura del genere, che sappia guidare le persone. Invece a volte noto che alcuni hanno la tendenza a far prevalere i loro interessi, screditando l’intera categoria. A me piace pensare invece a una figura che cura l’utilità del cliente in maniera corretta, andando anche oltre la semplice vendita, fornendo un servizio a 360°. Dalla ristrutturazione, all’arredo, all’interior design (una mia grande passione). Tutto ciò, se fatto bene, genera fiducia e fidelizzazione. È questo in definitiva il mio obiettivo, il riassunto dei miei valori: garantire sempre un servizio taylor-made, dando attenzione alla persona. Passo passo.

Autore: Matteo Macuglia - Edizione: Issue 29 - MR. DENIM

Matteo Macuglia

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Tenace, riflessivo, risoluto. Matteo Macuglia, classe 1993, è uno dei "veterani" di Genius fin dal 2013. Oggi lavora come inviato per il programma "Quarto Grado" di Rete4 e collabora con il Corriere dell'Alto Adige. Nel 2022, ha pubblicato "Il Male Dentro" per Rizzoli editore.

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