Supercar Owners Circle

Il mondo dell’automobile in un club

Un gruppo chiuso di 150 membri da tutto il mondo, ammesse solo auto che superano il valore di un milione e mezzo di euro: Supercar Owners Circle raccoglie il meglio delle auto d’epoca e delle hypercar moderne in un club esclusivo in grado di mostrare al grande pubblico il massimo dell’ingegneria meccanica che l’uomo sia stato capace di costruire. Niccolò Torri Rocca, 42 anni, milanese da generazioni, è il direttore operativo di questa realtà che in appena 6 anni si è imposta ovunque, affermandosi dinnanzi alle principali case automobilistiche del pianeta e nelle più iconiche corse automobilistiche.

Cos’è e da chi è composto il Supercar Owners Circle? Supercar Owners Circle è composto da due tipologie di appassionati: I SOC members e i SOC collectors. I SOC collectors sono distribuiti in tutto il mondo e sono circa 3.000 al momento, sono collezionisti di auto d’epoca e supercar che potenzialmente potrebbero entrare nel club ma che partecipano regolarmente agli eventi. I SOC members invece sono 150, scelti accuratamente in base all’importanza delle loro collezioni. Parliamo di collezioni uniche, di cui non si può sapere troppo nel dettaglio. Quello che ti posso dire è che c’è una due diligence per entrare a far parte del club, un certificato di reale possesso delle vetture.

Che genere di patrimonio automobilistico devono avere i SOC members? Noi accettiamo collezioni che partono dai 10 milioni di euro in su. Una media sui 60-65 esemplari per ogni member. Si arriva fino a collezionisti con 4-500 macchine di assoluto valore. I members sono per noi la parte più importante del club. Sono persone a cui apriamo le porte di rapporti privati con i car manufacturers, con i designers. Le stesse case automobilistiche, i progettisti, ci chiedono di essere messi in contatto con i nostri migliori membri in base ai loro interessi.

Come funziona l’accesso al vostro club? Abbiamo deciso dopo 5 anni di mettere un tetto a 150 membri per poi aprire a un massimo di 250  totali per garantire una gestione ottimale della forma e selezionare il meglio del meglio. Gli aspiranti membri possono candidarsi anche spontaneamente, registrandosi anche tramite il nostro sito, raccontandoci la loro collezione. Il nostro board decide sulla validità dei documenti che ci hanno presentato e li invitano quindi a entrare a far parte del club. 

La riservatezza per persone che muovono così tanti soldi per comprare queste macchine in queste quantità è importante. Ci potete dire qualcosa sui vostri membri? La privacy per noi è un concetto assoluto. Abbiamo moltissimi rampolli e rappresentanti delle famiglie reali sia europee che mediorientali fino al sud est asiatico. Ci sono celebrities che partecipano regolarmente ai nostri eventi senza fare troppo clamore così come VIP e piloti di diverse categorie di racing.

Ci potete svelare il nome di qualcuno dei vostri membri? Siamo, come ho detto, molto gelosi della privacy dei nostri membri. Te ne posso citare qualcuno: Gautam Singhania (uno degli uomini più ricchi dell’India), Jan Struve (tycoon, proprietario di un team di corse), Nicola Bulgari (vicepresidente di Bulgari).

La collezione più impressionante che avete tra i vostri membri da che Paese proviene? Dal Sudamerica. È impressionante per il livello assoluto, l’unicità e il numero delle vetture. Questa persona punta ad avere la collezione più importante al mondo di tutti i tempi. Possiede numerose vetture one-off (un unico modello prodotto). La prima volta che tre di queste sue auto sono state mostrate al pubblico è stato durante un nostro evento a Le Mans. Hanno girato in pista e c’è stato un importante unveiling di McLaren: la Serra GTR Le Mans. A volte è più importante dire che ha partecipato quella specifica one-off ai nostri eventi che il nome o il cognome del proprietario. 

Quanti italiani ci sono tra i vostri membri? Due grandi collezionisti di auto d’epoca, più altri 7-8 italiani che però vivono all’estero. 

L’auto più prestigiosa del vostro roster? Negli ultimi anni nel mondo dell’automotive ci sono stati cambiamenti notevoli, al momento le auto d’epoca stanno avendo molto successo alle aste, quindi il loro valore è salito in modo importante. In assoluto i pezzi più importanti che abbiamo al momento sono delle Ferrari 250 GTO, quotate oltre i 45 milioni di franchi. Mentre per le supercar parliamo sempre delle one-off.

Voi siete nati da poco, qual è la genesi di questo club? Sì, è vero. L’iniziativa è nata in modo molto spontaneo durante un week end tra amici. Da qui l’idea di creare un club in Svizzera che raccogliesse il meglio del meglio degli appassionati di supercar che fosse trasversale ai brand in tutto il mondo. Era il 2015, pochi anni fa. Da lì è cominciato un movimento nel mondo automotive che si è interessato immediatamente a noi e dopo 2-3 mesi avevamo McLaren come partner esclusivo per il primo anno. Da lì poi sono arrivati anche Porsche (la famiglia proprietaria del marchio è parte del nostro club), Mercedes e tutti gli altri. 

Ma questo incontro? Com’è successo? Era un week end sulle Alpi Svizzere tra amici che si sono ritrovati con delle vetture piuttosto interessanti. Da lì è nata l’idea alla base di SOC e la base di tutti i nostri eventi. Inizialmente mantenevamo un assoluto riserbo sulle date dei nostri happening, sulle location, proprio perché da tutta Europa arrivavano curiosi, collezionisti, car spotters per cui dovevamo cercare di controllare la situazione per gestire centinaia e centinaia di persone che volevano vedere queste auto che non avrebbero potuto incontrare tutte insieme in nessun’altra situazione.

I fondatori chi sono? Siamo io e altri due soci, due fratelli di Zurigo: Florian e Stefan Lemberger. 

Tu sei un collezionista a tua volta? Non ufficialmente. Come club abbiamo fatto un investimento su alcune vetture per mantenere il livello. Io direttamente non lo sono, ma come ti ho detto SOC è nato da un incontro tra amici. 

Niccolò Torri Rocca invece chi è? Dopo studi di legge e di scienze politiche ho capito che volevo occuparmi di public relations. Ho cominciato con piccoli eventi che poi sono cresciuti nel tempo. Oggi ho una società a Milano, una a Londra. Per oltre 20 anni ho lavorato con UEFA per l’organizzazione della Champions League, con diversi marchi di lusso e lifestyle per la realizzazione di eventi, prima di gettarmi a capofitto nel lavoro per Supercar Owners Circle che oggi definisco con piacere una macchina da guerra per la promozione dell’automotive nel mondo.

Gli eventi di SOC: cosa fate? Noi dividiamo i nostri eventi in tre gruppi: SOC week end, nato sulla base del famoso week end di sci, i SOC Get Together che sono le nostre partecipazioni ai progetti di terzi come la Mille Miglia o la 24 ore di Le Mans. A questi eventi è imprescindibile esserci e quindi noi organizziamo un evento nell’evento. La nostra partecipazione alla Mille Miglia non è una semplice iscrizione, abbiamo costruito un format che permette anche alle auto dei nostri membri immatricolate dopo il ’58 di partecipare alla gara di auto classiche. Abbiamo costruito un format che diventerà anche un modello che esporteremo all’estero insieme alla Mille Miglia. Costruiamo ad hoc a un programma nel programma. Una cosa simile è successa a Le Mans: a settembre 2020 eravamo l’unico club al mondo con 10 vetture incredibili a poter girare in pista prima della gara.

Al di là dei grandi eventi cosa proponete ai vostri membri? Abbiamo un calendario abbastanza fitto, l’evento principe rimane in Svizzera ed è formato da una serie di attività durante il week end che partono da una parata di tutte le supercar nel paese scelto per l’occasione così che anche il pubblico locale possa vedere queste auto incredibili. Ci sono una serie di presentazioni e unveiling durante il week end in cui tutti i partner automotive fanno a gara per poterci essere e ingaggiare i nostri collezionisti. Offriamo anche esperienze di guida su strade chiuse. Non siamo esageratamente a favore della guida in pista come tutti gli altri club e infatti chiudiamo le strade a nostro uso e consumo: siamo gli unici a farlo in Svizzera ormai da 5 anni riservandoci passi iconici come il Gottardo, il Furka, Oberalp. Poi abbiamo i SOC dinner, una cena elegantissima organizzata in un garage tutto attorniato da bellissime supercar, un momento che replichiamo ogni anno. E poi ci sono i SOC private: eventi a cui possono accedere solo i members organizzati presso le collezioni private dei nostri iscritti.

In base a cosa scegliete le diverse location? Ne cerchiamo sempre una con la possibilità di noleggiare un aeroporto per una giornata intera dove poter fare delle gare di accelerazione per creare delle sfide tra auto che non si sono mai incontrate prima. Citando i nostri amici di Top Gear: “Ai vostri eventi abbiamo la possibilità di scrivere riviste intere”. 

Durante questi eventi sono i proprietari a guidare queste auto? Sì, sempre. È il loro momento. Sono esperienze non replicabili ed è giusto che se la godano in prima persona. 

I vostri membri sono non solo facoltosi, ma pure interessati allo sviluppo delle auto, come riescono a passare da una cosa all’altra? I nostri members hanno una profonda conoscenza del mondo dell’automotive, infatti non collezionano per quantità ma per qualità. Sono maniacali nella conoscenza e nell’attenzione alla macchina che ordinano o hanno in mente. Per questo noi non facciamo altro che facilitare i contatti tra loro e i designer con i quali poi studiano anche le migliorie su vetture già esistenti. Un esempio: quasi tutti i brand, quando pensano di lanciare un nuovo prototipo, programmano già di destinare qualche esemplare ai membri di SOC. Così i nostri iscritti accedono a delle anteprime mondiali grazie all’attenzione che riservano allo sviluppo di ogni singolo componente e per la probabilità di un eventuale acquisto.

Tra le vostre partnership c’è anche quella con Bulgari. Sì, e possiamo dire che Nicola Bulgari è un nostro membro molto affezionato. Ha la più grande collezione di auto papali con un centinaio di vetture targate SCV: Stato Città del Vaticano. Lui ha il grosso della collezione nella sua tenuta (con pista di prova!) del New Jersey. Nel 2017 Bulgari ha deciso di creare per noi il SOC Tourbillon Sapphire: un orologio top di gamma completamente smontato e customizzato per noi. Hanno usato il titanio, l’oro 24 carati, che sono i nostri colori, hanno inserito dei dettagli importanti come quelli sulla corona e il nostro simbolo sui lati. Alcuni members hanno avuto la possibilità di avere la propria firma sulla cassa dell’orologio. Non si può andare da nessuna parte per averlo, è una cosa in esclusiva per noi. Un simbolo di riconoscenza e appartenenza. In un secondo momento Bulgari ha creato anche una spilla ottagonale in oro 24k che riprende l’orologio, da mettere sulla giacca. 

Tv e automobili sono un’accoppiata molto felice. State lavorando anche a una serie su Netflix, cosa ci potete dire a riguardo? Siamo onorati che Netflix ci abbia approcciato per manifestare il proprio interesse per creare una serie dal nome “The perfect supercar”. Coinvolgeremo una decina dei nostri members più importanti per raccontare la loro esperienza con SOC e nel mondo dell’automotive. Insieme agli attori selezionati dalla produzione, andranno a vivere quelli che sono i nostri eventi dalla Svizzera, all’India, alle Svezia, agli Emirati Arabi al Giappone. Saranno 6-8 episodi. 

Vi siete espansi anche nell’editoria, giusto? Sì. Stiamo preparando un coffee table book realizzato con Jürgen Lewandowski, giornalista specializzato in automotive. Sarà un masterpiece nell’ambiente perché non è mai stato fatto nulla di simile tra dietro le quinte di eventi unici, interviste e materiale inedito da parte dei nostri migliori members e partner che raccontano la loro esperienza con SOC. Parliamo di più di 500 pagine di materiale.

Autore: Matteo Macuglia | Edizione: Issue 16 - NEVER GIVE UP. IT’S OUR DUTY.
Matteo Macuglia

About Author /

Tenace, riflessivo, risoluto. Matteo Macuglia, classe 1993, è uno dei "veterani" di Genius fin dal 2013. Oggi lavora come inviato per il programma "Quarto Grado" di Rete4 e collabora con il Corriere dell'Alto Adige. Nel 2022, ha pubblicato "Il Male Dentro" per Rizzoli editore.

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