Edilizia e rigenerazione urbana secondo Vincenzo Settimo
Costruire fiducia e valore
Vincenzo Settimo non è solo un costruttore: è un rigeneratore di luoghi, idee e relazioni. Barese di nascita, ma triestino d’adozione, partito dai cantieri è arrivato alla guida di Edil Group, holding che oggi rappresenta un’eccellenza nel panorama dei servizi al real estate. Nel 2014, in un momento di profonda crisi del comparto edilizio, è stato tra i soci fondatori di Edilimpianti Trieste: un’impresa multidisciplinare basata su un modello nuovo, capace di offrire soluzioni “chiavi in mano” e di accompagnare enti pubblici e imprese private in ogni fase del ciclo di vita degli immobili. Sotto la sua guida, a Trieste, sono nati progetti simbolici quali Blu Palace, e il recupero dell’ex area Principe e di Palazzo Vescovile e Casa Marenzi. Dal 2024, Edilimpianti Trieste è Società benefit, traguardo che segna l’assunzione, formale, di un impegno improntato a quello che l’impresa ha sempre perseguito: generare valore per l’ambiente, il territorio e le persone che lo abitano.

“Ogni cantiere è una sfida diversa – dice Settimo –, ma la vera ricompensa è vedere come, attraverso il nostro lavoro, possiamo restituire alla comunità spazi rigenerati, belli, accessibili e funzionali”. Di recente, Settimo ha fatto il suo ingresso in casa Genius People Magazine in qualità di socio di riferimento. Una scelta dettata dalla convinzione, condivisa, che siano le persone a fare la differenza. “Sono loro la ricchezza presente e futura delle aziende e del Paese – afferma –. Questa collaborazione ci permette di uscire dai confini dell’impresa e raccontare anche la nostra visione del Paese e delle persone in modo nuovo, sexy”.
Vincenzo Settimo, ci racconti la sua storia. Cosa l’ha spinta a entrare nel settore dell’edilizia? E qual è stato il suo percorso fin qui?
Sono nato a Bari, ma vivo a Trieste da quando avevo 12 anni. Il mio percorso professionale è iniziato presto, nel modo più diretto possibile: sul campo, nei cantieri. È lì che ho imparato cosa significa lavorare in squadra, affrontare problemi concreti e trovare soluzioni. Sono cresciuto come tecnico, ma con una visione manageriale: volevo un giorno costruire un’azienda capace di unire qualità artigianale e gestione moderna. Nel 2014 questa visione ha preso forma con la fondazione di Edilimpianti Trieste. All’epoca, l’edilizia stava uscendo da una crisi profonda: era necessario innovare, cambiare approccio, costruire un nuovo patto di fiducia tra impresa, clienti e territorio. Da allora non ci siamo più fermati.
Qual è stata la visione iniziale?
Edilimpianti nasce da un gruppo ristretto di persone — io in primis — con una convinzione forte: l’edilizia non poteva più essere quella di prima. Doveva diventare multidisciplinare, integrata, trasparente. Fin dall’inizio abbiamo scelto di superare il modello tradizionale dell’appalto frammentato, offrendo un servizio “chiavi in mano” che combina edilizia, impiantistica, domotica e manutenzione. Non ci bastava realizzare lavori a regola d’arte: volevamo creare un’impresa di fiducia, capace di accompagnare famiglie, enti pubblici e imprese private in ogni fase del ciclo di vita degli immobili.
Quali sono i servizi principali che offrite? C’è un settore nel quale siete particolarmente specializzati?
Oggi, Edilimpianti è una realtà che opera a 360 gradi nel mondo dell’edilizia nelle riqualificazioni di immobili storici come general contractor, ed è la società che ha dato vita a Edil Group, holding di servizi al real estate con presidio end to end della filiera. I nostri servizi principali comprendono: scouting immobiliare e progettazione, riqualificazione edilizia con efficientamento energetico e sismico, ristrutturazioni edilizie civili, commerciali e industriali, impiantistica integrata (elettrica, termoidraulica, tecnologica), manutenzione ordinaria e straordinaria, global service e consulenza per investitori e developer. Siamo specializzati nei cantieri complessi, dove servono coordinamento, esperienza, capacità di gestione. Inoltre, negli ultimi anni abbiamo sviluppato una forte vocazione alla rigenerazione urbana, con interventi che non si limitano a ristrutturare, ma restituiscono spazi vivi e sostenibili alla collettività.
Ci parli di qualche progetto che avete seguito e state seguendo. Ce n’è qualcuno di cui va particolarmente orgoglioso?
Ogni intervento rappresenta un tassello fondamentale nel nostro percorso, ma alcuni hanno segnato tappe decisive per la crescita dell’azienda e il suo radicamento sul territorio. Tra quelli già conclusi, mi piace ricordare il Blu Palace, in via Sant’Anastasio, a Trieste: un esempio riuscito di rigenerazione urbana che ha trasformato un’area marginale in un elegante complesso residenziale di sei edifici, cambiando completamente il volto di un intero quartiere. È un progetto che ha fatto scuola per l’equilibrio tra estetica, funzionalità e sostenibilità. Un altro intervento significativo è stato il Blu Life, situato a meno di un chilometro da piazza Unità, in una posizione centrale e strategica. È stato uno dei nostri progetti più ambiziosi, capace di coniugare comfort abitativo e architettura contemporanea nel cuore della città, sempre all’insegna della rigenerazione urbana con la riqualificazione di un complesso direzionale abbandonato, e trasformandolo in un modo nuovo di vivere il colle di Scorcola con tre nuovi edifici residenziali. Particolarmente emblematico è anche l’intervento sugli edifici di via Slataper e via Tarabocchia, un recupero edilizio di grande valore architettonico che ha portato a una riqualificazione complessiva dell’area: è stato realizzato in pieno centro città con l’abbattimento totale delle barriere architettoniche, ricavando anche dei posti auto nella parte del piano terra degli edifici, con un solaio intermedio per l’aumento del volume. Ottimizzando l’edificio sfruttando a pieno il piano casa, abbiamo realizzato complessivamente 26 posti auto. Oltre alla riqualificazione dell’immobile, al piano terra dell’edificio di via Slataper abbiamo riportato in vita un luogo simbolico per la città: la storica macelleria della famiglia di Nereo Rocco, oggi trasformata in una raffinata enoteca e spazio eventi legati al territorio e alle attività sociali. Un gesto che mette insieme memoria collettiva e nuova destinazione d’uso, migliorando la qualità urbana.
Altro progetto che ci ha dato grande soddisfazione è stata la riqualificazione di un edificio storico nel rione di San Vito, a pochi passi dalle Rive triestine. In questo caso abbiamo lavorato con estrema cura nel mantenere i dettagli originali, compresi affreschi e decori d’epoca, armonizzandoli con tecnologie all’avanguardia e soluzioni abitative moderne. L’intervento ha portato alla creazione di 26 unità abitative affacciate sul verde, tra cui le suggestive dimore del cosiddetto “piano parco”, dotate di rare aree verdi private: un piccolo polmone naturale nel cuore urbano. Guardando ai cantieri in corso, uno dei progetti a cui teniamo di più è sicuramente il recupero dell’ex area Principe, un grande intervento di rigenerazione industriale che segna il primo progetto integrato della nostra nuova holding, Edil Group. Stiamo trasformando l’ex stabilimento produttivo di via Ressel in un hub multifunzionale del gruppo, che ospiterà sedi direzionali, attività produttive, showroom, spazi per la formazione, mensa e asilo aziendale, strutture sportive e aree relax. L’intero progetto — che copre oltre 35 mila metri quadrati, con una superficie coperta di circa 20 mila — punta alla certificazione LEED (acronimo di Leadership in energy and environmental design, standard internazionale per la progettazione, costruzione e gestione di edifici sostenibili, ndr) e alla creazione di una comunità energetica rinnovabile. L’investimento previsto si aggira tra i 20 e i 30 milioni di euro e potrà generare più di 100 nuovi posti di lavoro.
Altro intervento di rilievo riguarda il Palazzo Vescovile e Casa Marenzi, sul colle di San Giusto, due edifici di grande valore storico. Il recupero del palazzo medievale, realizzato in joint venture con due nostri importanti partner, coniuga rigore conservativo e innovazione tecnologica. Una parte del complesso sarà riconvertita in garage per servire le nuove residenze di pregio, contribuendo a riattivare un’area nevralgica della città, ricca di storia ma bisognosa di nuova linfa. Infine, un progetto dal forte valore simbolico è la riqualificazione dell’ex Hotel Obelisco, che si propone di restituire dignità e funzione a una zona bellissima della città, un promontorio verde che domina Trieste e che si trova in uno stato di degrado e abbandono. Qui vogliamo costruire il futuro partendo dalla memoria del luogo, in una logica di sviluppo turistico sostenibile, orientato allo slow tourism. Il nostro obiettivo è attrarre nuovi flussi, promuovendo una visione del turismo come opportunità concreta di crescita in linea con i principi ESG (acronimo di Environmental, social e governance, standard usati per misurare l’impatto sociale e ambientale di un’organizzazione, ndr) che guidano oggi la nostra attività, anche alla luce della trasformazione di Edilimpianti in società benefit avvenuta a fine 2024. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di un grande parco pubblico di 65 mila metri quadrati, pensato per famiglie e bambini. Un polmone verde che migliorerà significativamente la qualità della vita urbana, offrendo nuovi spazi di socialità e benessere. Ogni cantiere è una sfida diversa, ma ciò che ci rende più fieri è vedere come, attraverso il nostro lavoro, possiamo restituire alla comunità spazi rigenerati, belli, accessibili e funzionali. È questa la vera ricompensa.
Uno dei temi chiave, del presente e del futuro, è quello della sostenibilità ambientale. Come si declina questo concetto nel
settore edilizio?
La sostenibilità, per noi, non è una moda, ma una responsabilità quotidiana. Nel nostro settore significa agire lungo tutta la filiera: dal cantiere alla gestione post-intervento. Utilizziamo materiali a basso impatto, adottiamo tecnologie per l’efficienza energetica e lavoriamo per ridurre al minimo gli sprechi. Ma la sostenibilità è anche sociale: per questo la lead company di Edil Group, Edilimpianti, è diventata Società Benefit nel dicembre 2024, impegnandoci formalmente a generare valore per l’ambiente, il territorio e le persone che lo vivono.
Quanto l’attenzione all’impatto ambientale influisce sulla scelta dei materiali e delle lavorazioni? E in che modo le nuove tecnologie vengono integrate nei cantieri?
Oggi non si può più progettare un edificio senza pensare alla sua impronta ecologica. Scegliamo materiali certificati, riciclabili, privi di sostanze nocive. Usiamo isolanti naturali, impianti intelligenti, sistemi di monitoraggio. Lavoriamo con tecnologie BIM (Building information modeling, sistema digitale che integra tutte le informazioni lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio, ndr) e sistemi digitali per il controllo di tempi, costi e sicurezza. Nei cantieri adottiamo soluzioni per la gestione intelligente dei rifiuti e per la riduzione del rumore e delle emissioni.
Dal punto di vista dei clienti, cosa significa dover rispettare determinati parametri per quel che riguarda, per esempio, le classi energetiche degli edifici? Se dovessimo prendere una bilancia e mettere, sui due piatti, burocrazia da una parte e vantaggi dall’altra, da che parte penderebbe e perché?
È vero: la burocrazia può scoraggiare, specialmente quando si affrontano interventi complessi come quelli legati al Superbonus o agli incentivi regionali. Ma la nostra struttura è organizzata proprio per accompagnare il cliente, gestendo in-house le pratiche, le verifiche e le certificazioni. Alla fine, i vantaggi superano ampiamente le difficoltà: più comfort, meno costi, più valore per l’immobile. E soprattutto un contributo reale alla riduzione delle emissioni.
Con Eni Plenitude Spa avete lanciato il progetto “CappottoMio”. In cosa consiste?
“CappottoMio” è un programma dedicato alla riqualificazione energetica dei condomini, realizzato da Eni Plenitude in collaborazione con partner selezionati. Edilimpianti è tra questi. Ci siamo occupati dell’intero processo: analisi energetica, progettazione, cantiere, pratiche fiscali, relazione con l’amministratore. È stata una formula vincente perché consente ai condomini di intervenire in modo strutturato, trasparente e con garanzie forti.
Edil Group si occupa anche di riqualificazione urbana. Cosa significa per voi, considerata anche la vostra vocazione e il vostro radicamento sul territorio del Friuli Venezia Giulia?
Riqualificare per noi significa restituire valore ai luoghi. Non si tratta solo di rifare facciate o impianti: si tratta di ricucire il tessuto urbano, creare connessioni, generare nuove funzioni per gli spazi esistenti. Siamo orgogliosi di essere radicati nel Friuli Venezia Giulia, e in particolare a Trieste, di cui conosciamo la storia, le esigenze, il potenziale. Ogni intervento è per noi un atto di cura e rispetto verso la città.
Che rapporto avete con le realtà locali?
Un rapporto quotidiano, diretto, concreto. Abbiamo collaborato e collaboriamo con: Fondazione Burlo Garofalo, per sostegno a progetti sociosanitari, beneficenza e, in prospettiva, progetti di miglioramento degli spazi ospedalieri; Trieste Photo Days, festival fotografico internazionale che sosteniamo come sponsor e partner; AUTstanding, realtà della ristorazione impegnata nell’inclusione di giovani con disturbo dello spettro autistico che abbiamo aiutato dopo una brutta rapina con effrazione per la ricostruzione del portoncino dell’attività; associazioni sportive come San Luigi Calcio e Junior Alpina Baseball, esempi modello di impegno volto all’inclusione sociale attraverso lo sport; infine, la onlus Terra del Sorriso, con cui porteremo avanti varie iniziative di solidarietà e autonomia abitativa delle persone più fragili. Siamo convinti che un’impresa, per definirsi di successo, debba restituire valore al tessuto sociale in cui opera.
Ci sono progetti sociali o culturali a cui partecipate?
Sì, e per noi è una parte fondamentale dell’identità aziendale. Oltre a quelli già citati, partecipiamo a iniziative culturali, mostre, incontri con le scuole, progetti di formazione e orientamento per i giovani. Abbiamo anche creato il format tv EdilTalk, in collaborazione con il nostro team comunicazione e la storica emittente televisiva locale Telequattro, per raccontare il mondo dell’edilizia attraverso voci, volti e valori del territorio a 360 gradi, e non solo dal punto di vista del puro business. ma nelle sue varie sfaccettature e interrelazioni.
Di recente, lei è diventato socio di riferimento di Genius People Magazine. Come nasce questa collaborazione?
Ho conosciuto la rivista, il suo genio creativo e fondatore Francesco La Bella grazie a un’intuizione di Gianmaria Franza, membro del board di Edil Group, e fin da subito mi sono innamorato del progetto e delle persone che si sono sedute al tavolo a immaginare il futuro della comunicazione. Genius è una rivista culturale e imprenditoriale nata per valorizzare il talento, la creatività e le idee innovative. Ho deciso di entrarne come socio insieme a Francesco La Bella e Mauro Gerin (ceo di Edilimpianti) perché credo che oggi servano nuovi linguaggi per descrivere e valorizzare il bello che ci circonda. Genius è un book magazine ibrido e da collezione; racconta le storie di successo di personalità di spicco del mondo dell’impresa, dello sport, del design, della moda e dello spettacolo. Le persone fanno la differenza, sono la ricchezza presente e futura delle aziende e del Paese, quale miglior modo per dar voce alle eccellenze e al bello che ci circonda, contribuendo attraverso una rivista unica nel suo genere. Questa collaborazione ci permette di uscire dai confini dell’impresa, di dialogare con mondi diversi e raccontare anche la nostra visione del Paese e delle persone in modo nuovo e, direi, sexy. È una nuova sfida che affrontiamo con un nuovo gruppo di collaboratori entusiasti e appassionati. Come sempre, le persone sono al centro dei nostri progetti.
Dove vede Edil Group fra cinque o dieci anni? E, in generale, quali sono e quali saranno le sfide principali da affrontare?
La vedo come un modello d’impresa rigenerativa, capace di integrare crescita economica, innovazione tecnologica e impatto positivo sulla comunità. Un gruppo industriale in grado di fornire servizi e tecnologia avanzata al real estate. Le sfide saranno tante: attrarre nuovi talenti, acquisire nuove competenze, affrontare le tematiche di settore legate alla mitigazione del cambiamento climatico, innovare i processi per rendere l’azienda più efficiente e aumentare il benessere lavorativo, portare a compimento la “servitization” come modello di business, integrando lo sviluppo del real estate legato al prodotto con la fornitura di servizi integrati, e con l’applicazione di questo modello in un contesto più ampio, dove il target non è solo soddisfare le esigenze individuali dei clienti, ma anche contribuire al benessere della comunità e dell’ambiente. Con una squadra motivata, una visione chiara e forti radici nel territorio, possiamo continuare a costruire un futuro solido, equo e sostenibile.
Autore: Chiara Currò Dossi - Edizione: Issue 28 - UNPLUGGED



