Alessandro Benetton
L’imprenditore Alessandro Benetton
I mondiali di Sci alpino del 2021 sono una grande occasione di visibilità, prestigio e crescita per Cortina d’Ampezzo. Da Presidente della ‘Fondazione Cortina 2021’, come affronterà la Regina delle Dolomiti un evento di questa portata e quanto peserà l’indotto economico, soprattutto con riferimento ai settori dell’economia che ne beneficeranno maggiormente?
I Campionati del Mondo di Sci alpino sono un’opportunità unica e Cortina dovrà farsi trovare pronta! Siamo al lavoro per accogliere 6.000 addetti ai lavori dello sport, 1.500 operatori dei media, oltre 100 mila spettatori nel corso dei 14 giorni di eventi e almeno 500 milioni di persone collegate in diretta televisiva da tutto il mondo… Dobbiamo dar vita ad una grande prova d’orchestra per far apprezzare a tutti non solo un paesaggio unico ma anche capacità organizzative e tecniche in grado di far vivere un evento straordinario. Quanto alla ricaduta economica dell’appuntamento, gli effetti sono già sotto gli occhi di tutti con eredità sia dal punto di vista materiale che immateriale. Mi limito ad elencare alcuni numeri molto significativi che documentano come l’evento rappresenti davvero un volano formidabile per il rilancio dell’intero territorio bellunese: circa 270 milioni di investimenti sulle infrastrutture stradali da parte di Anas; 40 milioni da parte del Governo per le opere di infrastrutturazione sportiva su Cortina; 30 milioni della Federazione Internazionale dello Sci per l’organizzazione dell’evento vero e proprio; e poi i fondi di confine e gli investimenti dei privati… sotto il cappello di Cortina 2021 sono stati veicolati investimenti che stanno creando nuovo sviluppo e che hanno reso già possibile l’ottenimento dei Giochi Olimpici del 2026!
Che cosa prevede il progetto “Cortina 2021” in termini di servizi e strutture per accogliere i tu risti e gli appassionati dello sci?
Ciò che riscontro con maggior piacere dall’inizio di questa avventura è il clima di fiducia ed entusiasmo da parte della comunità locale verso il progetto Cortina 2021. Lo dimostrano i tanti imprenditori del turismo che hanno deciso di investire per migliorare la propria offerta. Oltre un terzo delle strutture ricettive ampezzane (almeno 20 hotel) ha intrapreso lavori di riqualificazione e ammodernamento, per oltre 50 milioni di euro in investimenti. E agli alberghi si aggiungono ristoranti, pizzerie e rifugi alpini. In tema di hospitality è stato anche siglato un accordo con CWT M&E, agenzia specializzata nel settore di rilievo internazionale. Senza considerare poi lo sforzo degli impiantisti che stanno investendo per nuove funivie e cabinovie. Grazie allo stimolo dei Mondiali sono state rimesse in circolo energie positive sul territorio, con investimenti privati volti ad ammodernare il comparto dell’hospitality ampezzano.
Sulla base delle esperienze internazionali, è importante avere una visione chiara e una percezione su dove si vuole arrivare. Qual è la vision di Fondazione Cortina e quali obiettivi vuole raggiungere come la valorizzazione dell’area, per esempio?
La nostra visione è improntata a 4 parole chiave: sostenibilità, territorio, giovani, futuro, ed è strettamente legata all’eredità che si vuol lasciare alla comunità di Cortina d’Ampezzo e allo sci alpino. Sotto il profilo della legacy, Cortina 2021 vuole formare e lasciare in eredità al territorio nuove conoscenze e professionalità nel settore dello sport e del turismo, per far vivere il territorio e farlo diventare ancora più internazionale e attraente. Allo stesso tempo, vogliamo combattere il fenomeno dello spopolamento della montagna, garantendo lavoro qualificato in loco a tanti giovani. Infine, Cortina 2021 sarà un modello di ma nifestazione sportiva ecosostenibile, per il grande commitment che abbiamo preso in tema di rispetto dell’ambiente.
Oltre a essere un imprenditore, lei stesso è maestro e allenatore di sci. Parliamo di piste e strutture per gli atleti. Quali novità ci sono rispetto al passato? In che termini l’innovazione e la tecno logia si inseriscono in questo evento e come pos- sono, secondo lei, favorirne la buona riuscita?
Lato piste e impianti, le novità a Cortina sono davvero straordinarie: nel comprensorio della Tofana, sono stati compiuti importanti lavori di potenziamento e messa a norma delle piste Olympia, Vertigine, Druscié A e Druscié B, abbiamo ridisegnato l’area d’arrivo di Rumerlo e stiamo facendo lo stesso in Col Druscié, ed è stato rifatto il primo troncone della funivia Freccia nel Cielo, oggi sostituita da una moderna cabinovia. E sem pre in Tofana è stato creato un sistema di campane antivalanghive per assicurare la massima sicurezza ai tracciati. In 5 Torri è stata creata la nuova pista “Lino Lacedelli” per gli allenamenti degli atleti, un tracciato unico in Italia, che risolverà il problema di trovare piste con caratteristiche di sicurezza e manto nevoso per gare ed allenamenti. Tutte le piste sono poi dotati di tutti i sotto- servizi necessari, i sistemi di innevamento e di cronometraggio. Insomma, Cortina ha cambiato volto.
Con uno sguardo rivolto al 2026, quali sono i passi da affrontare per organizzare i Giochi olimpici? Ci sono manifestazioni targate Italia che lei prenderebbe come esempio o best practice da seguire?
Cortina, grazie al lavoro fatto, gioca al meglio le proprie carte nella corsa per le Olimpiadi 2026. Lo ha riconosciuto lo stesso Cio, che ha espresso il proprio apprezzamento per il ticket Milano-Cor tina e ha potuto constatare come l’80% degli impianti necessari per i Giochi Invernali siano già disponibili. È l’attestazione che la piattaforma che abbiamo messo piedi per Cortina 2021 – penso in particolare al grande lavoro svolto sul fronte delle infrastrutture sportive dal Commissario di governo Luigi valerio Sant’Andrea – potrà essere sfruttata in pieno anche per le Olimpiadi, nel solco dei temi che riguardano la mobilità, le infrastrutture, l’occupazione dei giovani. Detto questo, alcune infrastrutture dovranno essere rimesse a nuovo, come l’impianto per le gare di bob. Se si seguirà l’esempio di grandi manifestazioni come l’Expo 2015 di Milano, che ha saputo essere volano di svi luppo per la città e per l’Italia, anche le Olimpiadi 2026 saranno un autentico successo.
Gli investimenti sostenuti in occasione dei Giochi olimpici, ad esempio, si sono dimostrati talvolta limitati allo scopo dell’evento stesso e non sempre capaci produrre utilità, non solo economica, una volta concluso l’evento. Da Presidente della 21 Invest che lei ha fondato a soli 26 anni, quali consigli darebbe su come ottimizzare le risorse economiche perché i progetti sviluppati, gli impianti e le strutture costruite non restino inutilizzati e possano durare nel tempo creando un modello di economia sostenibile?
Questo problema a Cortina non si pone, perché impianti e infrastrutture preparati per i Mondiali saranno utili anche in vista delle Olimpiadi 2026. Come ho già detto, uno dei titoli che ci siamo dati per Cortina 2021 è sostenibilità, da intendere non solo in termini ambientali ma anche economica. Per le piste, abbiamo lavorato per lo più sugli impianti già esistenti ridisegnando il paesaggio pensando anche alla vocazione estiva delle aree e immaginando così fruizioni più ampie con ricadute sulle attività del territorio. Penso anche alla riqualificazione della piscina di Guargnè che sarà pronta subito dopo l’evento. Da imprenditore, ho voluto portare in Fondazione Cortina 2021 il principio dello “shared value” di Michael Porter, che ho sempre seguito in 21 Invest: un processo di creazione di valore condiviso e inclusivo, capace non solo di garantire competitività a un’azienda, ma anche di migliorare le condizioni economiche e sociali all’interno delle comunità in cui essa opera.
Quanto conta la pianificazione sul riutilizzo del le strutture e quali sono gli errori da evitare?
Sotto il profilo della legacy infrastrutturale, abbiamo deciso di concentrarsi fin dall’inizio, favorendo investimenti pubblici e privati, solo sulla realizzazione di infrastrutture plurifunzionali e veramente necessarie per lo sviluppo della comunità, che possano essere utilizzate per un lungo periodo, oltre che nei giorni delle gare. Gli interventi infrastrutturali di ridisegno e (ri) strutturazione del territorio e dell’offerta di servizi sono suddivisi per livelli successivi: quelli in area gara, quelli per logistica e ospitalità, quelli funzionali alla riqualificazione del territorio, quelli di viabilità in Cortina e verso Cortina, e infine i collegamenti fra gli impianti di Cortina e con l’Alta Badia. Grazie ad una visione chiara e procedendo per step si ha sempre la possibilità di evitare o correggere possibili errori.
L’impatto ambientale è certamente una delle va riabili che deve essere valutata nell’organizzazione dei mondiali e dei giochi invernali. Che cosa prevede il Protocollo d’intesa per la sostenibilità che Fondazione Cortina 2021 ha firmato congiuntamente a Matera lo scorso settembre?
A Matera, insieme a CONAI, Cortina 2021 ha raccolto il testimone in materia di rispetto ambientale e sviluppo responsabile in sede di organizzazione di grandi eventi internazionali, facendo propri lo spirito e le iniziative del Protocollo d’Intesa per la Sostenibilità, attraverso un percorso di crescita sociale oltre che economica, con un’attenzione particolare alla tutela dell’ambiente e del patri monio paesaggistico. In particolare, Cortina 2021 è impegnata nella gestione responsabile dei rifiuti, nella collaborazione con il carcere maschile di Venezia per il recupero dei vecchi banner pubblicitari da trasformare in borse, pochette e zaini, nella riduzione della plastica monouso e degli imballaggi, nel recupero del cibo avanzato per donarlo al Banco Alimentare e ad altri enti del settore nell’implementazione di piani di mobilità sostenibile in collaborazione.
Anno 2020 - Autore: Francesco La Bella - Edizione: Issue 13 - SPORT E LAVORO, UN BINOMIO VINCENTE
In foto: Alessandro Benetton



